LA DONNA DELLA GERLA E UN PESCE AL CARTOCCIO

Ci sono incontri che ti restano impressi nel cuore e nella mente, non intendo quegli incontri che segnalano una svolta decisiva e che ti cambiano la vita, ma quegli incontri di brevi istanti che pure riescono a lasciare dentro di noi un segno indelebile.
E’ quello che mi è successo qualche giorno fa.
Era già capitato che la incrociassi nelle mie lunghe camminate lungo la spiaggia oppure di averla vista, inaspettatamente, avanzare nella pineta sempre con una gerla sulla schiena e un cappello a falde larghe a proteggerla dal sole e dal vento.  Non più giovane, piccola e asciutta,  avevo sentito dire di lei che era una specie raccoglitrice di erbe di cui conosceva ogni possibilità curativa, che non fosse mai troppo loquace e, anzi, che il suo modo di porsi fosse distaccato e poco affabile con chiunque incontrasse per la sua via , dunque che vivesse sola dove nella parte più selvaggia della spiaggia dove finisce il lungomare battuto dai turisti e comincia la zona delle dune di sabbia e dei pini marittimi.

Quella mattina vista la giornata  fresca e nuvolosa,  mi sono spinta ben oltre i luoghi che frequento di solito nelle mie uscite, raccoglievo pigne, sassi, legnetti ed altro materiale che mi serve per il mio lavoro con i bambini a scuola, quando ad una svolta dopo un camminamento di un lungo ponticello di assi di legno, mi ritrovo davanti ad una casetta come succcede nelle migliori fiabe, e ho riconosciuto subito lei,  la donna della gerla,  con il  suo inconfondibile portamento fiero e austero allo stesso tempo.

Ora bisogna dire che  nemmeno io sono una persona che attacca bottone  facilmente con sconosciuti, ma questa volta spinta da una corrente di simpatia e affinità solo supposte dalla mia fervida immaginazione,  le parole mi si sono presentate da sole alle mie labbra e in un tempo decisamente breve mi sono trovata nella più gradevole conversazione che mi fosse mai capitato di intrattenere con una persona appena incontrata.

Mi sono ritrovata in  un giardino e un orto meraviglioso ma  soprattutto ho conosciuto un’animo di grande fascino e sensibilità, ho bevuto un ottimo tè al gelsomino con piccole foglie al profumo di menta.

Avevo un libro di poesie francesi con me nello zainetto che è diventato un piccolo dono per quell’incontro e…sorpresa nel sentirmi dire che lei lo accettava molto volentieri poichè le ricordava i tempi in cui  aveva insegnato letteratura ….con grazia infinita ha avvolto un mazzolino di erbe aromatiche in un foglietto di quella carta marrone con la quale di solito io asciugo dall’olio la frittura e con il quale quella sera ho cucinato “pesce in cartoccio con erbe aromatiche” per onorare quell’incontro con quella piccola e leggiadra signora d’altri tempi.

DSCN1427

ORATA AL CARTOCCIO ALLE ERBE AROMATICHE

  • 1 orata grande  da circa 500 gr.
  • 4 spicchi d’aglio
  • sale e pepe q.b.
  • 4 ciuffi di prezzemolo
  • 3 rametti di timo
  • 1 ciuffetto di salvia
  • 30 gr. olio extravergine di oliva
  • 6 fettine di limone

Pulite le orate togliendo le interiora,  lavate bene il ventre del pesce sotto l’acqua corrente per togliere ogni traccia di sangue rimasta. Tagliate le pinne.  Con l’apposito attrezzo squamatore (o con la lama di un coltello)  squamate accuratamente l’orata, passando ripetutamente l’attrezzo dalla coda verso la testa. Passate di nuovo l’orata sotto l’acqua corrente, lavandola con cura anche all’esterno.

Lavate e tritate il prezzemolo,  adagiate un foglio di carta da forno su una teglia e ponetevi  al centro l’orata pulita, salate e pepate l’interno.

Farcite con gli aromi: i rametti di timo  precedentemente lavati e asciugati, gli spicchi di aglio interi e sbucciati, le fettine di limone e l’olio extravergine di oliva.

Versate in filo di olio di oliva anche sopra l’orata  poi richiudete il foglio di carta da forno arrotolando le due estremità, quindi avvolgerlo anche nella carta stagnola arricciando ancora  le estremità per sigillare il tutto per bene. Cuocete in forno statico preriscaldato a 180 gradi per 30 minuti (con forno ventilato a 160° per 20  minuti) .

A cottura ultimata sfornate l’orata, lasciatela intiepidire e infine servitela nel cartoccio stesso spolverizzandola con il prezzemolo fresco.

oratajpg

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5 comments

  1. Che post stupendo, Silvia. E scusa se arrivo solamente adesso, non sono momenti semplici. Ad ogni modo, amo quel genere di anime che vivono nelle persone come quella signora. Le trovo così… speciali. Incontri davvero che rendono la vita un poco più saporita.. come quel pesciolino alle erbe 🙂 Un abbraccio forte forte.
    p.s. il Giveaway si è concluso ieri. Non hai indicato la tua mail o la volontà di partecipare…quindi penso tu non voglia, ma te lo chiedo ugualmente prima di aver capito male e di non inserirti per sbaglio 😀 Fammi sapere!

    • Ma certo che puoi, non è mai troppo tardi per una amica 🙂 quindi ti aggiungo. Non devi fare proprio niente, solo incrociare le dita! Infatti stasera estrarrò col pc dei numeri casuali a seconda degli iscritti. Quelli che escono vincono un pensierino. Tutto qui. 🙂 un bacio cara Silvietta e in bocca al lupo!!!

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